| L'orco camminava leggermente cobbo, trascinandosi con noncuranza la propria arma dietro di sè, lasciando sfregare la fine del manico sul terreno friabile, provocando così un lievissimo solco, quasi invisibile con quell'oscurità. Avanzava con psso stanco e scontento, mentre con la mano sinistra continuava a tamponarsi la propria ferita, continuando così la commedia del povero soldato ferito, che molto presto diede i suoi frutti. Difatti un generale nemico si avvicinò al Pelleverde, cadendo nel tranello, ponendogli difatti domande preoccupato su ciò che gli era accaduto. Murdok, al primo richiamo del comandante, si bloccò, girando il capo lentamente, con sguardo fiero ma allo stesso tempo dolorante, scrutandogli l'abbigliamento e il mododi fare. Dopo pochi secondi di tentennamento, tentò di mettersi il più composto possibile, simulando un grossissimo dolore all'addome, tenendoselo, appunto, col proprio arto sinistro. Una volta messosi goffamente in una posa che poteva sembrare di "rispetto" per l'ignaro avversario, gli avrebbe risposto ansimando e con gli occhi tremolanti:
-U-un nemico... Si è... Fatto strada... Fra le colline... E' di piccola statura... Io... Io...-
Disse con tono triste e guardando da un altra parte
-Sono stato risparmiato per avvisare il capoguerra ed incutergli timore...-
Continuò a dire fissando negli occhi il proprio interlocutore, parlando con la propria vociona profonda, stavolta resa più sofferente, in modo da dare idea del dolore fisico e psicologico che roverebbe un messaggiero di notizie nefaste e per di più ferito.
-Tutti gli altri... Morti...-
Concluse chinando il capo verso il terreno e tenendosi appoggiato all'alabarda. Rimase così qualche secondo, quasi pentendosi di essere stato risparmiato, come se si sentisse disonorato: il nemico aveva avuto pietà di lui! Questa era la scena che il Gigante Verde voleva far comparire sotto lo sguardo dell'orco, si sforzava di essere il più naturale possibile, in modo da convincerlo. Una volta finita la sua pausa, rialzò lo sguardo, indicando col proprio ditone il luogo in cui, da quanto si ricordava, dovevano essere presenti cadaveri da lui stesso ucciso.
-Lì... Il luogo dove lo vidi per la prima volta.-
Pronunciò serio. Infine avrebbe atteso una risposta dall'orco che si trovava d'innanzi, sperando di depistarlo e fargli dare le spalle, in modoi da trafiggerlo, mentre i suoi compagni avrebbero pensato ai rimanenti. |