| Finalmente il suo avversario si era deciso ad iniziare il duello sguainando la propria spada, un piccolo e sottile stuzzicadente all'apparenza. L'orco piegò la testa di lato, corrugando la fronte, chiedendosi se davvero quel nano avesse intenzione dicombattere seriamente con quell'affare contro un gigante! Il Pelleverde scosse la testa sbuffando, per poi estrarre la propria arma dal terreno, con estrema calma, ed infine posarsela sopra la spalla destra. Con una lentezza snervante portò la popria mano sinistra all'estremità del cappuccio, afferrandolo e sfilandoselo con vigore e sfilandosi anche l'intero mantello, staccando i lacci che glielo tenevano attaccato al collo, per poi far volare il proprio indumento nell'aria, il quale iniziò a volteggiare, roteando e perdendo lentamente quota trasportato dal vento. Su di esso, un buon osservatore, avrebbe notato un grosso simbolo di colore viola scuro, disegnato in modo tremolante ed impreciso, ma nel complesso era una vera e propria opera d'arte, rappresentante un teschio sorridente sorretto da due ali di demone attaccate al cranio di quest'ultimo. Appena Murdok si sfilò il proprio indumento partì alla carica, senza neanche inchino o presentazione, che gli importava di conoscere l'identità delle proprie vittime? I suoi passi rimbombavano sulla dura pietra piuttosto friabile, la quale si crepava leggermente sotto l'ingente peso della bestia. Una volta che il gigante verde fosse arrivato a circa 2m di distanza da Mifune, avrebbe eseguito un fendente orizzontale da sinistra verso destra, utilizzando entrambe le braccia, mettendo in esso tutta la propria forza, consapevole che la lunghezza della Spadonza, sommata alla lunghezza dell proprie braccia dava una gran bella lunghezza, permettendogli così un ampio raggio d'azione. Avrebbe iniziato con questo semplice attacco a semi-distanza, non volendo rischiare poi troppo, ma in ogni caso il suo vero intento era quello di far spostare da lì il nemico, in modo che indietreggiasse o si avvicinasse di più al bordo, voleva vedere una poltiglia di sangue e carne al piano terra. |